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La guida completa
Aprire la partita IVA è più semplice di come sembra, e all’atto pratico costa zero: per l’apertura non ci sono bolli né diritti da versare allo Stato. Quello che conta è fare le cose nell’ordine giusto e non lasciare indietro i due passaggi che gli psicologi dimenticano più spesso — l’iscrizione all’ENPAP e l’impostazione corretta della fatturazione. Qui sotto trovi ogni passo spiegato in concreto, così puoi capire davvero cosa ti aspetta prima di partire.
Il prerequisito: abilitazione e Albo. Per esercitare come psicologo devi aver conseguito la laurea, superato l’esame di Stato ed essere iscritto alla Sezione A dell’Albo del tuo Ordine regionale: è questa iscrizione che ti autorizza a svolgere la professione e a fatturare le prestazioni. Se eserciti anche la psicoterapia serve la specializzazione riconosciuta e la relativa annotazione sull’Albo. La partita IVA viene dopo: è lo strumento fiscale con cui incassi, non il titolo per lavorare.
Il primo passo è individuare il codice ATECO, che identifica la tua attività: per lo psicologo è l’86.93.00 — «Attività di psicologi e psicoterapeuti, esclusi i medici» (dal 1° aprile 2025 ha sostituito il precedente 86.90.30). A questo codice, nel regime forfettario, è associato un coefficiente di redditività del 78%: significa che le imposte si calcolano sul 78% di quanto incassi, non sull’intero. Insieme all’ATECO scegli il regime fiscale. La maggior parte di chi inizia opta per il regime forfettario, più semplice e conveniente se rientri nei requisiti — su tutti, compensi non superiori a 85.000 € l’anno. Sul reddito così determinato si applica un’imposta sostitutiva del 5% per i primi cinque anni di attività (se ne hai i requisiti) e del 15% in seguito, al posto di IRPEF e addizionali. In alternativa c’è il regime ordinario, più adatto se prevedi ricavi elevati o molte spese da dedurre.
La partita IVA si apre presentando all’Agenzia delle Entrate il modello AA9/12, quello riservato alle persone fisiche. È gratuito e va presentato entro 30 giorni dall’inizio effettivo dell’attività. Puoi farlo in tre modi: online in autonomia con le credenziali dei servizi telematici dell’Agenzia (Fisconline), via PEC, oppure — la strada più tranquilla all’inizio — affidandoti a un commercialista, che compila e trasmette il modello per te. Nel modello indichi il codice ATECO e, se lo scegli, barri l’opzione per il forfettario. Un dettaglio che semplifica la vita: lo psicologo è un professionista intellettuale, quindi non deve iscriversi alla Camera di Commercio né presentare la SCIA.
È il passaggio che quasi nessuno spiega con chiarezza, e proprio per questo il più trascurato. Lo psicologo non versa i contributi all’INPS, ma all’ENPAP, la Cassa nazionale di previdenza degli psicologi. L’obbligo di iscrizione scatta nel momento in cui incassi il primo reddito professionale, e da lì hai 90 giorni per iscriverti sul sito dell’Ente. I contributi sono tre: il contributo soggettivo (dal 10% del reddito netto, deducibile dalle tasse, è quello che costruisce la tua pensione), il contributo integrativo del 2%, che addebiti in fattura al paziente e che quindi non grava su di te, e un contributo di maternità/paternità in misura fissa annua. Dimenticare l’iscrizione o i versamenti è uno degli errori più cari a inizio attività.
Dal primo incasso in poi ogni fattura va fatta a regola d’arte. Serve una numerazione progressiva senza salti, l’indicazione dell’esenzione IVA per le prestazioni sanitarie (articolo 10 del DPR 633/72), la marca da bollo da 2 € quando l’importo supera 77,47 €, l’esposizione del contributo integrativo ENPAP del 2% e — trattandosi di prestazioni sanitarie — la comunicazione al Sistema Tessera Sanitaria con la gestione dell’eventuale opposizione del paziente. Sono le stesse regole che valgono per un collega con vent’anni di esperienza: vanno rispettate fin dalla prima fattura, senza eccezioni.
In sintesi
Dell'attività psicologica.
Forfettario vs ordinario.
La cassa di previdenza degli psicologi.
In autonomia o col commercialista.
Numerazione, bollo, Sistema TS, opposizione.
Subito dopo
Un modo semplice per non sbagliare fin da subito.
Dicitura giusta, bollo, ENPAP e dati pronti per Sistema TS e commercialista.
Controllo pre-invio, GDPR, forfettario e ordinario supportati.
Domande frequenti
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